giovedì 31 agosto 2017

LA DEFORESTAZIONE CAUSA PRIMARIA DEL CAMBIO CLIMATICO







Le foreste sono la salvaguardia della biodiversità e con l’assorbimento della CO2 contribuiscono in maniera determinante a contrastare il cambio climatico.


 La capacità dei boschi tropicali di compensare le emissioni di carbonio, purtroppo, è minacciata dalla crescente domanda di materia prima a scopi industriali (edilizia, mobili, carta…) ed energetici (specialmente in Africa e Latinoamerica, ma anche in Italia, per via delle distorsioni di mercato introdotte dagli incentivi alla generazione elettrica da biomasse). Se il legno pregiato potesse essere sostituito da un materiale ricavato da piante a rapida crescita, i boschi tropicali soffrirebbero una minore pressione antropica e avrebbero il tempo necessario (decadi) per rigenerarsi.

martedì 29 agosto 2017

Case incompiute e risparmio energetico

 
   

 

 

 

 

 

 

 

  PERCHE' NON PRENDERE  ESEMPIO DAGLI INGLESI ?        

Con il programma Green Deal Energy Saving for home or business, dal 2013, in Gran Bretagna si ristrutturano gli edifici senza spendere. Il Governo britannico rende così l’efficienza energetica disponibile a tutti, affinché il conseguente miglioramento –in termini di comfort indoor– dell’edificio energeticamente riqualificato, non sia più solo appannaggio dei ricchi, ma anche dei meno abbienti, che purtroppo sono la maggioranza della popolazione in tutti i Paesi! Vi proponiamo un’analisi di questa strategia vincente affinché possa essere d’esempio per stimolare la ripresa economica in Italia secondo un modello più equo.

CHE COS’È IL GREEN DEAL PER IL RISPARMIO ENERGETICO

In Gran Bretagna, con l’avallo della UE, si ristrutturano gli edifici per renderli più efficienti dal punto di vista energetico senza far pagare il conto agli utenti finali. A gennaio del 2013 il Governo britannico avviò il Green Deal (l’accordo verde, n.d.t.), ovvero un nuovo strumento che consente, sia ai cittadini che alle imprese, di eseguire lavori di efficientamento energetico ripagando –negli anni successivi– le spese sostenute solo con i risparmi ottenuti in bolletta.
Si tratta di una misura politica altamente innovativa, con un importante aumento dell’efficienza energetica, riduzione delle emissioni inquinanti e occupazione (oltre 60.000 nuovi posti di lavoro entro il 2015). L’iniziativa è stata ideata per raggiungere gli ambiziosi traguardi fissati dall’ultima direttiva UE sulla riduzione delle emissioni grazie a 700 milioni di euro erogati da Bruxelles.


Purtroppo in Italia non funziona così.

  Gli incentivi vengono concessi sotto forma di sgravio fiscale detraendo dalle tasse il 50-65% della spesa in 5 anni.

Purtroppo, benchè la legge sia sostenuta dai governi di sinistra, finisce per escludere il proletariato.

Una famiglia agiata avrà sicuramente la possibilità di anticipare la spesa e di recuperare interamente il contributo statale, ma una famiglia a basso reddito difficilmente potrà anticipare il costo e sicuramente non avrà la possibilità di recuperare l'intero contributo perchè l'esiguità delle tasse versate è inferiore al contributo da detrarre. Sino a qualche anno fa si dava la possibilità di recuperare il contributo in dieci anni, mentre gli ultimi governi hanno ridotto a 5 anni avvantaggiando di fatto gli odiati ricchi e svantaggiando il ceto debole. 


Per essere più chiari: se ho diritto a recuperare 10 mila euro in 5 anni, posso detrarre dalle tasse 2 mila euro all'anno; ma se devo pagare mille euro di tasse all'anno, recupero mille euro e mille li perdo. Alla fine dei 5 anni avrò recuperato soltanto 5 mila euro, mentre in 10 anni li avrei recuperati per intero.


Sarebbe sufficiente dare alle Regioni la possibilità di accedere a mutui con la Cassa Depositi e Prestiti e si potrebbe fare copia e incolla del provvedimento adottato nel Regno Unito. 



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